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Psoriasi: com’è e come curarla

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle e clinicamente caratterizzata da placche eritematose squamose. Purtroppo la psoriasi affligge i pazienti non solo con una considerevole sofferenza fisica, ma anche psicologica e sociale. Approfondiamola insieme e scopriamo i trattamenti correlati:

 

La psoriasi è una complessa patologia infiammatoria cronica, mediata dal sistema immunitario, con un’eziologia multifattoriale e una forte predisposizione genetica, caratterizzata da un’eccessiva proliferazione dei cheratinociti.

La severità della malattia è in parte definita dall’area della superficie corporea totale coinvolta: lieve (inferiore al 3%), moderata (tra il 3% e il 10%), e severa (superiore al 10%).

Tuttavia, la psoriasi può essere “severa” indipendentemente dall’entità dell’area di superficie corporea totale coinvolta, in particolare se si accompagna a serie conseguenze emozionali, o se si manifesta in siti come mani, piedi, cranio, viso, area genitale, o ancora quando provoca un prurito intrattabile.

Negli ultimi vent’anni, la migliore comprensione della patofisiologia della psoriasi ha consentito lo sviluppo e la rapida evoluzione di immunoterapie mirate, come i farmaci biologici, che esercitano le loro azioni terapeutiche bloccando specifiche citochine critiche per l’infiammazione psoriasica o i loro recettori.

 

Le diverse forme di psoriasi

Si identificano quattro forme principali di psoriasi: a placche, guttata, pustolosa generalizzata ed eritrodermica.

La psoriasi a placche riguarda l’85% – 90% dei pazienti affetti e costituisce la forma più comune di psoriasi. È caratterizzata da placche di forma irregolare o ovale, rosse, nettamente demarcate, ricoperte da squame argentate.

Le placche si trovano principalmente sulla superficie dei gomiti e delle ginocchia, sul cuoio capelluto e nella parte bassa della schiena, ma possono interessare ogni area del corpo, spesso distribuite simmetricamente.

La malattia si manifesta come risultato dell’interazione tra fattori genetici e fattori scatenanti, quali obesità, traumi, infezioni, stress e luce del Sole.

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Psoriasi: i trattamenti necessari

La gestione farmacologica della psoriasi dipende dalla gravità della malattia.

Nella psoriasi da lieve a moderata la scelta primaria è costituita dai farmaci per uso topico.

Tra questi i più usati sono i corticosteroidi topici, che applicati localmente esercitano effetti anti-infiammatori e antiproliferativi; la scelta dell’agente maggiormente appropriato per il sito corporeo da trattare e l’aderenza del paziente alla terapia, determinano la loro efficacia.

Essi possono essere usati insieme ad analoghi della vitamina D per uso topico (ad es. calcipotriolo o calcipotriene che bloccano la proliferazione dei cheratinociti) o ad agenti cheratolitici (ad esempio tazarotenone e acido salicilico che inibiscono la proliferazione dei cheratinociti e favoriscono la riduzione delle spesse squame della placche); i corticosteroidi topici spesso si trovano già combinati con gli altri agenti in un’unica formulazione, il cui uso assicura minori effetti avversi e una remissione superiore a quella ottenibile con i singoli agenti in monoterapia.

Nella psoriasi da moderata a severa, i farmaci topici sono impraticabili (per l’ampia superficie corporea coinvolta) e inefficaci. In questi casi la fototerapia e i farmaci sistemici non-biologici si sono rivelati trattamenti utili (vedere in seguito).

Tuttavia, negli ultimi 10 anni, i farmaci biologici sono diventati rapidamente degli strumenti di importanza primaria, basti pensare che dal 2004 ne sono stati approvati più di 10, e rappresentano l’avanzamento terapeutico più significativo in campo dermatologico.

Fototerapia e farmaci sistemici non-biologici (come metotrexato, apremilast, ciclosporina) hanno costituito l’unico armamentario terapeutico fino all’avvento dei farmaci biologici.

Oggi sono in gran parte soppiantati dall’avvento dei farmaci biologici, ai quali possono eventualmente essere abbinati.

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